mastoplastica additiva (aumento del seno)
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La mastoplastica additiva è l’intervento estetico volto ad aumentare ed a modellare il volume del seno ed infine a migliorarne l’aspetto. La tecnica consiste nell’inserimento delle protesi dietro le mammelle.
Quando si ricorre all’intervento di mastoplastica additiva, la scelta è dovuta:
- ad una variazione del volume e della forma del seno, che si può essere alterato in seguito ad un dimagrimento, in caso di seno di piccole dimensioni o con un non adeguato sviluppo;
- in caso di dimorfismo, ovvero vi è un seno molto più grande o molto più piccolo dell’altro;
- in seguito ad una gravidanza ed un allattamento naturale, che ha fatto perdere al seno la sua forma originaria.
I percorsi chirurgici, i tipi d’anestesia, i tempi di ricovero, il numero delle medicazioni e la rimozione dei punti sono dipendenti dal singolo caso.
NORME PRIMA DELL INTERVENTO
Il paziente deve informare il medico se e sottoposto a cure e comunicare il nome dei farmaci, sonniferi, tranquillanti, eccitanti, farmaci per la cura della pressione arteriosa, antibiotici, anticoagulanti.
Indicare subito al medico la presenza d’influenza, raffreddore tosse e mal di gola.
L' uso di medicinali contenenti acido acetilsalicilico vanno sospesi prima dell’intervento.
I farmaci più comuni sono aspirina, cemerit e alcaselzer.
Consigliamo vivamente di ridurre il fumo o di sospenderlo nei 10 giorni prima dell’intervento.
E indispensabile l'uso di un reggiseno elastico da noi fornito.
NORME DA SEGUIRE IL GIORNO PRIMA DELL'OPERAZIONE
Effettuare un bagno completo e lavare accuratamente i capelli; eliminare qualsiasi traccia di smalto dalle unghie delle mani e dei piedi.
Non assumere cibi liquidi o solidi a partire dalla mezzanotte dell’intervento.
L’OPERAZIONE CHIRURGICA
Il metodo scelto dal chirurgo per il posizionamento delle protesi varia in funzione dell’anatomia del paziente. L’incisione può essere effettuata nel cavo ascellare, oppure intorno all’aureola, oppure nel solco sottomammario.
La protesi può essere introdotta con incisione sottoghiandolare o sottomuscolare, nel caso in cui la paziente abbia scarso tessuto adiposo, che non può garantire un buon esito della copertura della protesi.
DECORSO POST OPERATORIO
Cercare di limitare al massimo in fumo nei primi 3 giorni, perché un eventuale colpo di tosse può produrre effetti negativi sulle ferite e provocare un lieve sanguinamento delle stesse.
Evitare il più possibile di compiere sforzi eccessivi sulle braccia, per non gravare sui muscoli pettorali. In particolare bisognerà effettuare con calma i movimenti sia in bagno che al momento di alzarsi dal letto.
Evitare di guidare per almeno sei giorni.
Dormire in posizione prona, cioè a pancia in su, per almeno 35 giorni.
Per un mese evitare l’esposizione al sole o alle lampade uva.
Non recarsi a fare saune o bagni turchi. Per il lavaggio bisognerà utilizzare acqua tiepida e non fare bagni con acqua calda.
Evitare per 30 giorni contatti diretti con il seno.
La vita normale della paziente potrà essere ripresa dopo 7 giorni.
La paziente che si dedica ad attività sportiva potrà riprendere l’allenamento dopo 30 giorni dall’intervento.
TUTTI I MODERNI METODI DI MASTOPLASTICA NON IMPEDISCONO UN SUCCESSIVO ALLATTAMENTO AL SENO.
Approfondimenti tecnici:
CLASSIFICAZIONE DELLE PROTESI
Dal 1963 ad oggi la costituzione di base delle protesi mammarie è rimasta quasi invariata dal punto di vista concettuale: un involucro di silicone racchiudente un contenuto di natura variabile. In Europa e in assoluto nel mondo il contenuto più largamente utilizzato è stato il silicone.
Nel corso degli anni sono stati sperimentati e commercializzati diversi materiali di riempimento ma l’involucro è rimasto sempre di elastomero di silicone. Anch’esso è andato incontro a modifiche importanti dal punto di vista chimico-fisico e sono notevolmente migliorate le caratteristiche di sicurezza.
Le modifiche apportate all’involucro dal momento della sua introduzione hanno visto il succedersi di tre generazioni di impianti:
- 1a generazione: involucro spesso e superficie liscia
(impianti commercializzati dal 1963 al 1967)
- 2a generazione: involucro sottile e superficie liscia
(impianti commercializzati dal 1972 al 1986)
- 3a generazione: involucro spesso e superficie testurizzata
(impianti commercializzati dal 1979)
I materiali di riempimento disponibili sono più numerosi, e molti di questi sono commercializzati senza restrizioni in gran parte dell’Europa.
Le protesi si possono classificare in base a:
- Forma: tonda, ovale, anatomica, semiluna
- Superficie: liscia, testurizzata, poliuretano
- Profilo: basso, medio, alto
- Contenuto: gel di silicone, gel di silicone coesivo, soluzione fisiologica, idrogel
Forma
La forma degli impianti è stata il terreno di maggiore evoluzione in termini commerciali in questi ultimi anni. Le protesi tonde, le prime ad essere state disponibili, sono ancora oggi le più utilizzate. Le più diffuse sono riempite con gel di silicone. Sono disponibili con ogni tipo di superficie, contenuto e profilo. Le protesi anatomiche sono state create per conferire al seno un aspetto più naturale. Il polo superiore è appiattito e degrada verso un polo inferiore pieno dove, generalmente, si trova la massima proiezione dell’impianto.
Superficie
Le caratteristiche di superficie oggi in commercio sono di tre tipi: liscia, testurizzata e al poliuretano. Le protesi a superficie liscia vengono oggi utilizzate molto raramente. Le protesi testurizzate sono quelle che maggiormente hanno dimostrato la possibilità di ridurre il fenomeno della contrattura capsulare.
Dimensioni
Le dimensioni vanno valutate in armonia con le dimensioni della ghiandola presente e del torace. Nella ricostruzione e nella mastoplastica additiva un’ importanza particolare ha il profilo. Oggi anche le protesi tonde sono disponibili con diversi profili e la scelta deve seguire le caratteristiche anatomiche del seno.
Contenuto
Le protesi da sempre più utilizzate in Europa sono le protesi al gel di silicone. Dal punto di vista estetico le protesi al silicone hanno un risultato superiore. Buoni risultati si ottengono anche con le protesi riempite con soluzione fisiologica, ma se le protesi vengono riempite ai limiti superiori della loro capacità la consistenza è più rigida di quella delle protesi al silicone. Se vengono riempite ai limiti inferiori esiste un aumentato rischio di rottura. Le protesi all’idrogel o al PVP hanno consistenza simile al gel di silicone; il loro utilizzo è comunque poco diffuso. L’introduzione sul mercato, negli ultimi anni, di protesi anatomiche con gel coesivo in un’ampia gamma di dimensioni ha ulteriormente migliorato i risultati. La rottura dell’impianto non provoca la dispersione del contenuto all’interno della capsula o, eventualmente, all’esterno di essa.
VALUTAZIONI PRELIMINARI ALL’INTERVENTO
Prima di effettuare l’intervento, il chirurgo effettua una:
- Valutazione qualitativa e quantitativa dei tessuti
- Valutazione della conformazione della gabbia toracica
- Scelta di forma, volume e dimensioni dell’impianto
- Scelta dell’incisione chirurgica
Ciò pone fin dall’inizio dei limiti al tipo di risultato che si può raggiungere per ogni paziente. Viene ridimensionato il ruolo decisionale della paziente stessa. Il volume e le dimensioni dell’impianto da utilizzare dipendono quasi esclusivamente dall’esame obiettivo e dalle misurazioni effettuate. L’utilizzo di impianti di dimensioni maggiori a dispetto delle caratteristiche anatomiche individuali predispone ad un maggior numero di complicanze a lungo termine e ad un risultato estetico insoddisfacente.
La forma del seno aumentato dipende sia dalle dimensioni dell’impianto che dalle dimensioni della ghiandola. In linea di massima, è consigliabile una protesi tonda se la paziente desidera un seno voluminoso, mentre la scelta varia tra protesi tonda o anatomica per un seno proporzionato.
In generale possiamo stabilire che la scelta corretta dell’impianto è quella che ci darà un risultato post-operatorio più naturale possibile rispettando sia l’equilibrio della regione toracica che di tutto il corpo.
TIPI DI INCISIONE
Il tipo di incisione è una scelta del chirurgo. Tuttie le tecniche garantiscono un buon risultato in mani esperte. La scelta del tipo di protesi può rendere più agevole un tipo di incisione rispetto ad un altro.
Vantaggi /Svantaggi:
|
Incisione |
Interferenza ghiandola |
Visibilità cicatrice |
|
ascellare |
assente |
bassa |
|
periareolare |
presente |
variabile |
|
sottommammaria |
assente |
variabile |
Ascellare
L’incisione ascellare è da riservare ai casi in cui la protesi viene posizionata in sede retromuscolare. L’incisione cutanea è di norma trasversale a Z multiple che permette una cicatrice poco evidente. L’accesso ascellare è valido ma richiede uno strumentario adeguato, ed è controindicato nel caso di una revisione o di un secondo intervento.
Periareolare
E’ un accesso particolarmente consigliabile per l’introduzione di impianti tondi riempiti con gel di silicone non coesivo poichè permette l’introduzione di protesi di volumi importanti attraverso una piccola incisione. Meno indicata per le protesi anatomiche riempite con gel di silicone coesivo perchè difficilmente possono essere correttamente posizionate. Nel caso di protesi anatomiche o di protesi di volume importante è necessaria la presenza di areole di larghe dimensioni.
Sottomammaria
E’ senz’altro la via più agevole; molte volte è l’unico accesso possibile quando si sia scelto di utilizzare un impianto anatomico al gel di silicone coesivo.
Transombellicale
E’ una tecnica molto diffusa negli USA dove le attuali disposizioni legislative vietano l’utilizzo di protesi in silicone.
Scelta dell'impianto
Le protesi anatomiche con gel di silicone coesivo rappresentano un’evoluzione rispetto alle protesi anatomiche tradizionali. Tuttavia, la malposizione degli impianti e le asimmetrie sono fenomeni comunque possibili. Si rende quindi necessaria una pianificazione dell’intervento più accurata possible, sulla base delle valutazione qualitativa e quantitativa dei tessuti, della conformazione della gabbia toracica, e delle caratteristiche anatomuche della paziente.
Dal momento che la vita media degli impianti mammari è limitata nel tempo, e la loro sostituzione si rende quasi sempre necessaria, è opportuno che la pelle del seno mantenga il più possibile le caratteristiche iniziali di elasticità. Ma talune modifiche fisiologiche sono inarrestabili perché legate all’età e alla gravidanza. Ciò che bisogna sottolineare, in una prospettiva a lungo termine, è che pazienti nel loro terzo e quarto decennio di vita che si sottopongono ad un intervento di aumento del seno saranno probabilmente costrette nel corso della loro vita a sostituire almeno una volta gli impianti.
Negli studi effettuati dalla McGhan e dalla Mentor, si è registratata la necessità di ricorrere ad una mastopessi entro tre anni dall’intervento di mastoplastica additiva retroghiandolare rispettivamente nel 7% e 6% delle pazienti operate. Ecco perché la selezione ragionata dell’impianto secondo le caratteristiche anatomiche è cruciale, in quanto permette di controllare meglio il risultato a breve e lungo termine.
E’ importante sottolineare ancora una volta che l’uso di volumi esagerati predispone al complicanze e ad un risultato estetico insoddisfacente a lungo come a breve termine. Impianti al di sotto dei 300 cc o di poco superiori dovrebbero essere sufficienti nella maggior parte dei casi.
Aspetto del seno rifatto
Le proporzioni estetiche del seno sono soggettive e quindi non possono essere indicati parametri validi per tutti. In generale, si può affermare che tutte le protesi ed in particolare quelle di tipo anatomico fanno risalire verso l’alto il complesso areola-capezzolo. La forma del seno aumentato dipende sia dalle dimensioni dell’impianto che dalle dimensioni della ghiandola.
GLOSSARIO
Asimmetria mammaria
Squilibrio di proporzioni,misura e forma tra la mammella sinistra e quella di destra.
Breast Augmentation
Voce anglosassone che definisce l'intervento di chirurgia estetica per l'ingrandimento del seno, come sinonimo di mastoplastica additiva.
Contrattura capsulare
Complicanza in cui la capsula che riveste una protesi mammaria si contrae.Quando è grave,può subentrare un indurimento del seno accompagnato da dolore.Può anche causare deformazioni estetiche del seno laddove una capsula che circonda un protesi si contragga in modo uniforme. Il grado di contrattura è estremamente variabile da soggetto, per ragioni che rimangono tuttora sconosciute.
Diffusione del gel
Condizione in cui minime quantità di gel di silicone attraverso l’involucro o il guscio intatto della protesi passano nella nella capsula circostante e nel tessuto mammario. Il gel di silicone può anche diffondersi ad altri tessuti del corpo,soprattutto attraverso il sistema linfatico.
Involucro
Strato esterno che circonda il contenuto(soluzione salina o gel di silicone) della protesi mammaria.E solitamente costituito da un elastomero in silicone.
Mastoplastica
Termine indicante la chirurgia plastica ed estetica del seno. Si differrenzia in mastoplastica additiva (ingrandimento del seno), mastoplastica riduttiva (riduzione del seno) e mastopessi (lifting del seno).
Mastoplastica additiva (aumento del seno)
La mastoplastica additiva è l’intervento di chirurgia estetica volto all’ ingrandimento del seno, uno degli interventi estetici più richiesti insieme alla liposuzione. Non di rado le donne soffrono a causa di seni troppo piccoli in relazione all’aspetto generale del corpo. La mastoplastica additiva rappresenta una possibilità per adeguare in modo armonico il seno considerato troppo piccolo rispetto all’immagine corporea generale o desiderata.
Mastoplastica riduttiva (riduzione del seno)
La mastoplastica riduttiva è l’intervento di chirurgia estetica volto alla riduzione del seno, mediante la riduzione del lvolume dei seni e il loro rimodellamento.
Mastopessi (lifting del seno)
Le perdite di peso, la gravidanza e l'allattamento e l'inesorabile passare degli anni portano progressivamente ad avere un seno con maggiore rilassamento cutaneo e ghiandolare. Il risultato è la ptosi mammaria, fonte di grande disagio per la donna.
La mastopessi è l’intervento di chirurgia estetica volto al rimodellamento del seno, che recupera in tal modo l’armonia delle forme, eliminando cute in eccesso e sollevando tutta la struttura mammaria (vedi anche lifting).
Rottura (di protesi mammaria)
Per rottura di un impianto protesico si intende la futura dell’involucro di una protesi.Può essere un difetto delle dimensioni di un puntino o uno strappo più ampio dell’involucro.
Seno ptosico
E’ la definniziona clinica del seno cadente. La ptosi del seno ha come corollario una cute rilassata e in eccesso. Spesso il volume di un seno cadente è eccessivo, ma possono apparire cadenti anche i seni piccoli. L’intervento di mastopessi mira a risollevare il seno cadente facendolo ritornare sodo e compatto e rendendo la cute che lo circonda di nuovo tesa.
Ptosi
Abbassamento di un organo rispetto alla sua normale sede anatomica (ptosi mammaria, ptosi palpebrale, ecc.).
Silicone
Termine identificante una sostanza di sintesi di laboratorio, derivante dal silicio, ad elevata biocompatibilità. Molto usata in in chirurgia sia in forma solida sia fluida.
Silicone (protesi)
Complesso di polimeri organici del silicio. In genere le protesi utilizzate in chirurgia estetica sono rivestite di silicone e anche il loro interno è formato da gel in silicone più o meno coeso, a seconda del tipo di protesi e della consistenza che si desidera ottenere in seguito all'impianto. È stato riscontrato, e convalidato da recenti ricerche, che le protesi mammarie in silicone sono le più affidabili per quanto riguarda la sicurezza, e le migliori quanto a resa estetica, durata negli anni e comfort.
Solco mammario
Espressione indicante la caratteristica piega cutanea presente sotto i seni.
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